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Whistleblowing! Ti sei adeguato? In questa news ti spieghiamo cosa fare

By Massimo Adami, Business Partner A.Q.A Network

Il D.Lgs. 24/2023, ha introdotto la nuova disciplina del whistleblowing in Italia. Le disposizioni sono entrate in vigore il 15 luglio 2023 per le aziende con più di 250 lavoratori e per le aziende del settore pubblico.

Per i soggetti del settore privato, con più di 50 dipendenti e meno di 250, l’obbligo di adeguamento è scaduto il 17 dicembre 2023. Ma molte aziende non hanno ancora provveduto ad allinearsi alla disciplina.

Che cosa è il whistleblowing?
E’ uno strumento di prevenzione degli illeciti che serve per proteggere le persone (whistleblower) che segnalano violazioni di normative nazionali o dell’Unione europea quando ne sono venute a conoscenza in un contesto lavorativo pubblico o privato.

Chi deve seguire questa norma?

Ti dovresti attivare se rientri in uno di questi casi:
Nell’ultimo anno hanno collaborato con te in media 50 o più subordinati
La tua attività rientra nell’ambito di applicazione degli atti dell’Unione di cui alle parti I.B e II (i cd. settori sensibili)
La tua attività rientra nell’ambito di applicazione del modello 231 (obbligo già preesistente ma ora da implementare con le nuove disposizioni)

Cosa prevede la normativa?

I punti principali che la norma prevede sono i seguenti:

  • Implementazione di canali di segnalazione o esterni
  • Individuazione del gestore delle segnalazioni (persona o ufficio)
  • Predisposizione della documentazione per la ricezione e l’analisi delle segnalazioni
  • Adeguamenti in ambito privacy
  • Formazione delle persone in azienda sul Decreto e sulle modalità di segnalazioni
  • Informazione ai sindacati

WHISTLEBLOWIING E PRIVACY – ci sono connessioni?

Certamente SI!

Il titolare del trattamento, nell’elaborazione del proprio modello organizzativo interno finalizzato alla corretta gestione delle segnalazioni, dovrà adottare tutte le misure organizzative, informatiche e fisiche per garantire che i dati personali trattati non siano soggetti a rischi di accesso abusivo, di perdita o di trattamento illecito, facendo riferimento alle prescrizioni del GDPR

Qui puoi scaricare le linee guida dell’ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione) dal sito dell’ANAC cliccando qui

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