Pianificare il passaggio generazionale

  • 29 Ottobre 2023

    Pianificare il passaggio generazionale

    By Hudy Dreossi, Business Partner A.Q.A Network

    L’elaborazione ereditaria preparata dai consulenti di Silvio Berlusconi, a dispetto delle polemiche scorse su molti quotidiani, è un valido esempio di gestione attiva del patrimonio famigliare di un imprenditore maturo e di preparazione al passaggio generazionale che assicura minimo impegno fiscale in capo ai legittimanti e consente all’organizzazione aziendale ed agli stakeholders dell’impresa esterni ai soci di comando il massimo livello di continuità. Si nota come il processo di attribuzione dei beni e delle imprese operative ad una società holding e la collegata redazione di uno strutturato patto di famiglia consentano il trasferimento dei diritti connessi alla proprietà con minimi investimenti ed importanti vantaggi gestionali. Per dare evidenza della convenienza per i diretti discendenti di quanto premesso, possiamo indicare come nel caso dell’ex Presidente del Consiglio e fondatore di televisione commerciale italiana al cospetto di un patrimonio stimato attorno 3 miliardi di Euro, gli eredi diretti (si escludono in questa trattazione la quote riservate ai legati, cittadini o associazioni individuate dal testamento e non appartenenti) verranno chiamati a versare nel peggiore dei casi 1,4 milioni di Euro, collegati alla quota di attivi non detenuti dalle società della galassia “Fininvest”.

    Tralasciando le tecnicalità e le innumerevoli casistiche rinvenibili nei testi del notariato e nell’ampia giurisprudenza, proviamo a comprende la natura, le finalità e gli elementi portanti di un istituto giuridico estremamente attuale nel panorama aziendale delle nostre PMI.

    Il Patto di Famiglia è un contratto, che derogando il principio generale sul divieto di accordi successori a carattere preventivo, favorisce la realizzazione di un trasferimento della proprietà o di partecipazioni societarie in un momento antecedente alla morte dell’imprenditore ascendente.

    L’accordo, sottoscritto dal capo famiglia e da tutti i componenti della famiglia distingue quelli disponibili alla prosecuzione dell’attività d’impresa e coloro si limiteranno a concorre in altra forma ai legittimi diritti successori. L’obiettivo di base è evitare potenziali controversie tra eredi che possano minare l’integrità dell’organizzazione aziendale e quindi limitare le esternalità negative sul sistema dovute a conflittualità familiari.

    Nella sostanza il patrimonio degli ascendenti viene pertanto inventariato: da una parte c’è il valore dell’impresa o pacchetto di maggioranza che viene trasferita a titolo definitivo ed il resto degli attivi che rimane nella disponibilità dei genitori ma viene sostanzialmente assegnato. La definizione di un momento “zero” tutela i soci non operativi dalle conseguenze di crisi d’impresa e contemporaneamente annulla potenziali rivendiche sugli incrementi di valore. Si aggiunge infatti che il ricevente l’impresa rinuncia alla futura successione del disponente. Elemento costituente piano sono gli impegni a liquidare i legittimari che non assegnatari dell’impresa oggetto di trasferimento.

    Il favore legislativo alla continuità d’impresa, ribadito in altri indirizzi del diritto commerciale nazionale, è riscontrabile nei vantaggi di natura fiscale e nella prassi bancaria. Gli istituti di credito, è fondamentale aggiungere, temono le conseguenze di liti aperte per ribilanciare potenziali distribuzioni squilibrate degli attivi dei genitori, che possono preferendo taluni figli tra i legittimati danneggiano i secondi in assenza di ragionevoli motivazioni: tratta delle azioni di riduzione.

    Sul piano tributario, il patto di famiglia assume i presupposti di un trasferimento gratuito e beneficia di un regime di neutralità fiscale assoluta quando il soggetto assegnatario non abbia svolto attività imprenditoriale esterna all’impresa di famiglia.

    Per quanto riguarda le imposte indirette, il patto di famiglia è agevolato qualora gli eredi esprimano e mantengano il pacchetto di maggioranza per almeno 5 anni successivi alla morte del disponente. Tale volontà è stata espressa dagli eredi di Silvio Berlusconi che si sono obbligati in cambio dell’esenzione dalle imposte di successione a mantenere il loro impegno in azienda.

    La costruzione di patto si compone di una parte sostanziale ed una formale quest’ultima costituita esclusivamente dall’atto pubblico redatto da un notaio abilitato. Ben più complessa è costruzione del consenso familiare verso un accordo quadro che ponga in rilievo la migliore soluzione per l’impresa asset patrimoniale da salvaguardare e superi gli innumerevoli conflitti di natura relazionale connessi con il passaggio generazionale.

    All’elaborazione del documento concorrono la disponibilità alla delega della generazione in uscita e la presa di coscienza del nuovo ruolo di quella entrante nella quale emergeranno i preposti alla nuova gestione. In particolare, nelle PMI, nelle quali i ruoli apicali sono rimasti saldamente affidati a soggetti di famiglia questo è un momento per avviare programmi strutturazione e crescita organica. Si ricorda come per limitare i rischi di impresa, i molteplici casi gli immobili d’impresa siano scissi dall’organizzazione produttiva.

    Negli ultimi anni, grazie ad un’azione in sinergie createsi tra i Business Partners, il network A.Q.A hanno supportato la formalizzazione su patti di famiglia concorrenti a progetti di passaggio generazionale. Il raggiungimento dell’unanimità famigliare è infatti frutto di un clima di fiducia e reso fertile al cambiamento, nel quale sulla base di dati certi e asserzioni razionali si disegna un progetto equo e trasparente che limiti al minimo esternalità negative nei rapporti intra-familiari futuri. L’elemento distintivo dei progetti elaborati da A.Q.A. Network si struttura nel coinvolgimento di team multidisciplinari composti da esperti di relazioni umane e change-management, professionisti in grado di valutare la capacità di generazione di valore e da tecnico promotore del cruciale cambiamento in ambito digitalizzazione/innovazione.

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