Graziella Priulla

Parole Tossiche - Cronache di Ordinario Sessismo

  • Recensione

“L’uomo è l’unico animale che arrossisce, ma è l’unico ad averne bisogno “(Mark Twain)

In ogni ambito della vita sociale, pubblica o privata, ci esprimiamo comunemente con le parole di una cultura razzista, omofoba e sessista che amplifica la pancia del paese e che nessuna political correctness riesce a debellare.

 È solo lo specchio della volgarità diffusa o esiste un rapporto circolare per cui parole, pensiero e azione si rafforzano a vicenda?

Tutt'altro che inerti le parole definiscono il contesto in cui viviamo e rivestono un ruolo decisivo nella costruzione delle soggettività individuali e dell'identità collettiva, contribuendo a creare le fondamenta sulle quali erigere situazioni di disparità e di prevaricazione nella vita quotidiana

 Il rimedio non è dunque il galateo, ma una pratica quotidiana del dissenso e un recupero dell'uso consapevole della lingua come portatrice di significato-

Il linguaggio ci avvelena solo se glielo permettiamo.

Potremo inventarci un futuro più degno solo se riprenderemo a pretendere, da noi stessi e dagli altri, che le parole e i toni siano usati con attenzione e onestà, coraggio e coerenza.