By Hudy Dreossi, Business Partner A.Q.A Network
Prepariamoci a correre e sfruttiamo la pausa estiva per elaborare strategie di medio-lungo termine: le incertezze geopolitiche e le correlate fluttuazioni nei prezzi delle materie prime dei primi mesi dell’anno non hanno deviato in modo significativo le principali tendenze economiche, sicché è cruciale per il sistema non abbandonare i programmi di crescita ed investimento sugli assi della digitalizzazione e dell’internazionalizzazione.
L’incremento dei carburanti che comprensibilmente ha spaventato molti cittadini non ha, come testimoniato dai listini di Borsa, modificato i parametri base della nostra economia.
Il quadro che emerge dalla lettura dei dati degli ultimi 3 trimestri è coerente alle attese e sostanzialmente confortante: nel complesso la produzione italiana mantiene volumi rassicuranti, cedendo tuttavia in modo rilevante quote di mercato in quei settori “condannati” (dal Green Deal e dall’assenza di politiche protezionistiche nei confronti di Cina ed India) quali le filiere dell’automotive, del tessile e della chimica di base. Stante quanto riscontrato nelle statistiche ufficiali, le nostre PMI, valorizzando la propria flessibilità e capacità di adattamento, stanno superando l’ennesima fase di naturale selezione in atto nel mercato globale, tendente a comprimere il numero di operatori e favorire potenti concentrazioni economiche capaci di condizionare anche le singole autorità nazionali.
Scorrendo i bollettini di Confindustria, si nota un discrimine importante condizionato da elementi talvolta non razionali che sono frutto dell’ultimo quinquennio, come la fiducia dell’imprenditore nel suo progetto e la capacità delle organizzazioni di rispondere agli stimoli esterni.
Tale asserzione è derivata dalla correlazione tra la profittabilità della PMI e gli investimenti sia in immobilizzazioni che in formazione/crescita delle risorse umane, avviati con processi di managerializzazione. Le imprese che tra il 2023 e il 2024 hanno promosso progetti d’investimento stanno reagendo in modo efficace alla pressione competitiva intracomunitaria (derivata dalla giungla nei diversi livelli di tassazione sulle imprese accettata dall’Unione Europea e dal dumping sui costi energetici) ed internazionale, favorita dall’assenza di accordi di regolamentazione equilibrata.
L’identikit dell’impresa che funziona è associabile ad un’organizzazione che ha sfruttato nel modo giusto l’opportunità di introdurre un valido grado di meccanizzazione attraverso i supporti di 4.0, che si è abituata a gestire la produzione con un sistema di controllo della produttività effettiva e instaura un dialogo attivo con le maestranze nella definizione delle inefficienze operative.
Le imprese che hanno raggiunto un buon livello di solidità hanno avviato un sistema di governance moderno, in cui si affiancano alle idee della famiglia di riferimento forze esterne in grado di apportare valore aggiunto ed esperienze ad integrazione del patrimonio operativo dell’imprenditore. L’integrazione di software e strumenti di direzione è infatti l’elemento catalizzatore dei fattori critici di successo delle nostre imprese.
Immaginare il futuro significa ragionare e introdurre politiche di coinvolgimento delle risorse umane, dal momento che coinvolgere, motivare e fidelizzare le persone è un’azione indispensabile da pianificare nel medio termine. L’imprenditore deve accettare il presupposto che le nuove istanze valoriali delle persone, soprattutto tra i giovani, e le ineluttabili dinamiche demografiche impongono nuove forme di gestione delle relazioni e dei programmi di carriera.
Quale sollievo alla complessità si chiede all’impresa, pertanto, di rispondere con un sistema chiaro che conduca l’azienda a focalizzarsi su ciò che sa fare meglio e ad aprirsi a collaborazioni stabili con istituzioni finanziarie e competitor non diretti/produttori di soluzioni similari. Stante l’alto livello di competizione, le nostre imprese dovranno strutturare validi strumenti di dialogo con la clientela ed implementare attività di monitoraggio della qualità e del post-vendita.
La situazione più ostica dovrà essere affrontata dalle imprese che operano per il mercato interno a supporto prevalente di clienti finali: occorre prendere atto che le prospettive di ripresa dei consumi, salvo modifiche nelle priorità delle famiglie restano limitate. In tale contesto è consigliabile l’avvio di programmi di riorganizzazione e rafforzamento competitivo, intervenendo sulla struttura dei costi, sull’efficienza dei processi e sulla qualità dell’offerta, così da affrontare da posizioni di forza un mercato sempre più selettivo.
Possiamo aggiungere che la GDO persevera nel suo percorso di contenimento dell’inflazione.
A sostenere la crescita delle imprese è decisivo porre in rilievo un clima favorevole agli investimenti: il sistema bancario, in accompagnamento al sistema previdenziale, manifesta l’esigenza di individuare opportunità di investimento diretto con ingresso, strutturati da molteplici veicoli (fondi di investimento, SGR), nel capitale delle nostre PMI. Contemporaneamente si nota come il sistema pubblico favorisca i progetti di espansione commerciale all’estero.
Il consiglio per i nostri imprenditori è pertanto guardare oltre l’orizzonte e cogliere i molteplici treni in partenza. Sul fronte commerciale, l’Europa dell’Est, la Polonia in primo luogo, sta affrontando una fase di incremento del potere d’acquisto estremamente interessante, che verrà consolidato dalla fase di ricostruzione dell’Ucraina. Ancora più proficuo appare l’avvio di contatti commerciali con player come Egitto ed i Paesi del Golfo Persico che, rafforzati dal ruolo assunto, potranno esprimere l’elevato potenziale.
Sul fronte operativo, è fondamentale individuare come l’introduzione dell’Intelligenza Artificiale possa favorire le organizzazioni dinamiche e permettere una riduzione dei costi operativi, limitando pertanto le esternalità negative correlate alle ridotte dimensioni delle nostre imprese. Gestire la transizione all’AI non è un’opzione, è un imprescindibile obbligo da digerire rimuovendo qualsiasi pur legittima resistenza al cambiamento.
I consulenti di A.Q.A possono aiutarti a proiettare la tua azienda nel futuro: per troppe imprese la rinuncia agli investimenti nell’innovazione tecnologica, nella valorizzazione del capitale umano e nell’apertura di nuovi mercati ha trasformato difficoltà congiunturali in crisi irreversibili. Anticipare il cambiamento è la chiave per costruire oggi le condizioni per la crescita e la competitività di domani.



