Si scrive inflazione ma si legge polarizzazione

  • 23 Gennaio 2022

    Si scrive inflazione ma si legge polarizzazione

    By Hudy Dreossi, Business Partner A.Q.A Network

    Salvo il rialzo del gas e di altre materie prime ad utilizzo industriale, provocato da motivazioni di carattere geo-politico, il generale incremento dei prezzi che sta interessando tutti settori merceologici trova sua origine in un cambio di paradigma dell’economia mondiale.

    Per spiegare il fenomeno potremmo utilizzare la similitudine di un terremoto: la scossa finale è un fatto istantaneo, frutto di numerosi movimenti della crosta terrestre antecedenti alla catastrofe. Prima di giungere alla deflagrazione, infatti si registrano dei movimenti tellurici che conducono a deformazioni dello spazio e il punto di rottura cui pure degli assestamenti nel periodo immediatamente successivo.

    La gestione degli effetti collaterali (unico elemento su cui si può agire) sono proporzionali al grado di investimenti destinati in programmazione ed alla gestione del rischio. Infine, ci si rende conto che avvertito il pericolo è cruciale attivare azioni correttive e contemporaneamente valutare strategie di medio termine: in primis salvaguardare le sostenibilità delle organizzazioni.

    L’inflazione, tabù per i più giovani ed incerto ricordo per i più maturi, è infatti scoppiata a seguito di un elemento scatenante quale l’incremento dei costi di trasporto internazionali derivato delle misure di sicurezza e limitazioni alla circolazione del personale viaggiante al termine della seconda ondata. È tuttavia fondamentale osservare come le proporzioni degli incrementi sui principali prodotti manifatturieri, notate anche in economie più solide di quella italiana, hanno confermato come l’esplosione delle tariffe internazionali si giustifiche in fratture profonde degli elementi base dell’economia.

    Si può osservare come a distanza di vent’anni stiamo registrando un fenomeno di riadeguamento dei prezzi simile a quanto osservato con l’introduzione della moneta unica: successivo a quel Primo gennaio 2002 quando i prezzi avevano iniziato un corso, che in due anni hanno portato alla parità l’unità della nostra moneta contante con alle vecchie lire. In un intervallo di tempo ristretto erano mutata la capacità di spesa del reddito disponibile. È fondamentale dire come superata la tempesta i prezzi si erano stabilizzati.

    All’epoca le ragioni dei sussulti che hanno provocato il disequilibrio erano l’ingresso di due miliardi di persone in un sistema capitalista a seguito della caduta del Muro di Berlino ed una riduzione dell’intervento degli stati nell’economia, nonché una prima fase di quel processo di accorciamento delle distanze nel mondo.

    Oggi un’economia caratterizzata da volatilità della domanda rivela come una serie di crisi/cambi di sistema abbiano stimolato un nuovo terremoto negli indici di scambio trovano genesi nell’ultimo quinquennio. Nei fatti si possono porre in rilievo come il sopraggiungere e consolidarsi di tendenze aventi effetti negati sugli investimenti siano le cause della ricomparsa dell’inflazione. Da una parte la rivoluzione tecnologica, l’evoluzione di una coscienza ambientale e dall’altra un processo di concentrazione delle risorse e nell’invecchiamento della parte del mondo economicamente più sviluppata ha generata disequilibri e favorito disallineamenti nell’offerta. I primi hanno complicato le produzioni ed i secondi hanno indirettamente ridotto la propensione all’investimento cosicché si è palesato un nuovo disequilibrio che ha favorito la risalita di fenomeni inflattivi e determinerà un economia sempre più polarizzata.

    Per molti anni la necessità di riduzione dei costi di gestione è stata risolto con l’affido ai paesi usciti del vicino, medio ed estremo oriente di parti della produzione: anche questo elemento di attenuazione delle spese si è progressivamente eroso, in parte per un naturale incremento della ricchezza in quei Paesi ed in parte per processi di saturazione delle risorse. Infine la Pandemia è stata la miccia di un esplosione che eroso il potere di mercato di quelle imprese che non hanno percepito le esigenze di innovare e digitalizzare.

    Per le imprese italiane ed in particolare quelle del Nord-Est l’incremento dei prezzi è un problema o contemporaneamente un’opportunità. In questa fase di rielaborazione delle filiere e di ridefinizione dei fattori critici di successo, stante l’impossibilità per le nostre imprese di una competizione basata sul prezzo è fondamentale costruire modelli di gestione basati sulla qualità, sulla soddisfazione delle esigenze del cliente e sulla capacità di adattare soluzioni innovative appunto di posizionare la propria offerta sul valore aggiunto reale e percepito

    I consulenti di A.Q.A Network in quest’esercizio caratterizzato da una stabile confusione possono accompagnare le imprese a superare la tempesta, avviando processi di analisi e ridefinizione del proprio business. Attraverso studio dei processi, rielaborazioni di modelli di leadership ed un coinvolgimento del gruppo si assemblano imprese in grado di non farsi sopraffare dalle problematiche talvolta trasformando la difficoltà in occasione. Nel semestre in avvio è fondamentale per gestire l’esercizio che vedrà un allineamento verso l’alto dei prezzi ogni imprenditore coscio che si sta attraversando una fase di cambiamento congiunturale dovrà analizzare gli elementi costituenti la propria offerta e impostare un piano strategico di adeguamento alle richieste di mercato.

    Nel triennio in corso agli imprenditori hanno l’opportunità di approfittare del supporto dato dal PNRR per riposizionare le proprie imprese su un solco di efficienza produttiva.

    La parola chiave del PNRR è Resilienza.

    Contattateci per un approfondimento!

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