Riorganizzazioni e ristrutturazioni aziendali: un processo lungo e impegnativo (parte prima)

  • 18 Novembre 2020

    Riorganizzazioni e ristrutturazioni aziendali: un processo lungo e impegnativo (parte prima)

    by Hudy Dreossi, Business Partner A.Q.A. Network

    Storicamente, gli ultimi mesi dell’anno nelle PMI si distinguevano per essere gli unici momenti dedicati al dialogo interno ed alla programmazione dell’esercizio entrante: troppo spesso abbiamo registrato come le parole chiave con cui gli imprenditori delineavano i prossimi passi da intraprendere erano continuità e consolidamento delle posizioni.

    L’assenza di una politica industriale nazionale, di una globalizzazione difficile da interpretare senza il supporto diretto dei nostri migranti di prima generazione (vero volano del nostro made in Italy) e l’avvento della rivoluzione tecnologica avevano segnato la fiducia di una classe imprenditoriale rimasta senza molte certezze. Quale risposta alla crisi finanziaria del 2008 gli operatori avevano imparato, nel solco di una tradizione artigianale, l’arte di “aggiustare” la macchina aziendale per affrontare un mercato sempre più incerto e difficile: per troppo tempo non erano stati presi in considerazione concetti quali la ridefinizione del modello di business e le ristrutturazioni aziendali. Queste ultime trovavano realizzazione solo come contrapposizione a situazioni già compromesse e prossime a procedure concorsuali.

    Per moltissime imprese, la risposta agli stimoli e alle minacce del mercato si concretizzava nell’assunzione di politiche tese al contenimento dei costi ed alla compressione dei rischi: la reazione all’incertezza in troppe situazioni si palesava in pericolose chiusure all’innovazione.

    Una serie di indici macroeconomici quali la redditività media degli investimenti, la produttività del personale, la presenza di donne nei ruoli apicali delle nostre imprese, la propensione all’ingresso dei giovani e non ultimo il numero di neolaureati che si recano all’estero per trovare la giusta valorizzazione indicavano chiaramene il ritardo nel nostro sistema che già rivelava le proprie fragilità.

    Lo scoppio della pandemia e il carico di connesse difficoltà ha indiscutibilmente invertito lo scenario sicché la classe imprenditoriale e le principali associazioni datoriali hanno compreso come sia inderogabile accettare la sfida del cambiamento. Per i portatori di capitale come per i manager è diventato cruciale assumere il ruolo di promotori di nuovi approcci al mercato e di nuovi modelli di gestione. In primis, si sta facendo largo l’opinione di identificare l’impresa come sistema aperto, capace di comprendere ed elaborare gli stimoli/informazioni interni ed esterni superando le rigidità del recente passato.

    In questo periodo assume così un valore strategico l’analisi dei tratti distintivi dell’impresa, in primis l’attitudine di intercettare le esigenze dei clienti attuali e potenziali e conseguentemente la capacità di adeguare le organizzazioni aziendali ai mutamenti di mercato.

    Diventa quindi fondamentale che gli imprenditori con i propri collaboratori possano costruire i programmi per il prossimo anno interrogandosi sugli elementi portanti della propria azienda attraverso momenti di confronto costruttivo sulle fonti di entrata e sulle attività che deprimono le risorse aziendali.

    In particolare, è indispensabile per l’impresa comprendere l’adeguatezza del prezzo di vendita in rapporto al posizionamento ed alla capacità produttiva, la solidità dell’attuale portafoglio clienti ed il grado di valorizzazione delle persone all’interno dell’impresa. Dalla nostra finestra sul mondo della PMI in via di digitalizzazione, si nota come stiano assumendo sempre più valore il controllo delle qualità, un adeguata comunicazione ed una gestione funzionale delle risorse finanziarie.

    Il raggiungimento di un adeguato grado di conoscenza della situazione è l’ingrediente indispensabile per superare questa fase di stagnazione dei consumi e degli investimenti. Una volta acquisito un valido quadro l’imprenditore potrà condividere un programma di innovazione di prodotti e di processi interni: le azioni dovranno essere pianificate sulla base delle strategie formulate e sui valori dell’impresa.

    Per i nostri imprenditori è fondamentale essere pronti in primavera, quando verosimilmente termineranno le contribuzioni concesse dal governo (blocco rate dei finanziamenti e degli F24), a dover affrontare le riorganizzazioni aziendali, talvolta anche dolorose offrendo alle proprie organizzazioni e clienti/fornitori “stabili” le massime garanzie del mantenimento degli standard richiesti. Superato il momento sarà fondamentale dare inizio ad un serie di implementazioni indispensabili alla crescita.

    Nei prossimi mesi per garantire la sostenibilità delle nostre imprese, la classe imprenditoriale sarà chiamata ad una serie di decisioni cruciali: il network A.Q.A. può mettere a disposizione le competenze dei propri consulenti per favorire l’evoluzione delle nostre organizzazioni nel medio- lungo termine che dovranno agganciare le vie dello sviluppo.

    Nei prossimi numeri verranno analizzati nel dettaglio aspetti operativi connessi all’analisi del modello di business.

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