Non c’è vento favorevole per il marinaio che non sa dove vuole andare: la pianificazione strategica in azienda

  • 20 Dicembre 2023

    Non c’è vento favorevole per il marinaio che non sa dove vuole andare: la pianificazione strategica in azienda

    By Fabio Rossi, Business Partner A.Q.A Network

    Parlare di pianificazione strategica in un periodo storico ed economico così volatile ed incerto può sembrare un controsenso.

    A cosa serve pianificare e rispettare i programmi operativi aziendali se gli scenari cambiano continuamente?

    Serve, eccome se serve.

    Non è possibile mantenere sempre la stessa rotta in un mare se i venti cambiano in continuazione, ma se non abbiamo una destinazione, non confermiamo quali sono i principi che ci orientano, non riusciremo mai a fare le mosse giuste per raggiungere le nostre mete.

    La pianificazione strategica viene esaltata anche in un contesto turbolento perché garantisce alcuni vantaggi:

    • Permette di cogliere le opportunità
    • Aiuta a coordinare le risorse mantenendo l’allineamento degli sforzi
    • Permette di essere adattabili nel definire le priorità
    • Aiuta nel processo decisionale a rivedere le decisioni prese
    • Permette di misurare i risultati
    • Facilita la comunicazione delle priorità

    La volatilità e i continui cambiamenti non vanificano il lavoro di pianificazione, richiedono solo una maggiore frequenza di aggiornamento. Il ricalcolo della rotta e le priorità vanno continuamente aggiornate e reimpostate in un continuo feedback tra azioni e risultati, desiderio ed efficacia.

    L’adattamento, una capacità importante che le aziende devono apprendere, richiede un continuo lavoro di analisi della situazione e una riprogrammazione delle proprie capacità per far fronte al contesto ed al mercato.

    Se in un contesto mutevole i cambi di direzione rimangono nella mente del timoniere, gli altri marinai cadranno in mare e il timoniere si troverà da solo ad affrontare la tempesta.

    Quali sono i presupposti per riuscire a rivedere frequentemente il piano strategico ed operativo?

    I presupposti sono fondamentalmente quattro:

    1. Avere un processo di pianificazione chiaro
    2. Creare momenti di allineamento periodici
    3. Avere chiara la gerarchia tra gli obiettivi
    4. Saper costruire un Piano d’azione coerente con le strategie

    Il processo di pianificazione strategica parte dalla premessa che sia stato fatto un lavoro aziendale di definizione e condivisione di Mission, Valori e scopo aziendale. Questi sono i punti di riferimento che guidano la scelta delle cose importanti, dei criteri di valutazione di condivisione d’intenti all’interno dell’organizzazione.

    Spesso nelle aziende medie questo processo di allineamento viene sottovalutato. Si presume che la vicinanza con la proprietà e la Direzione aziendale siano sufficienti per trasmettere questi principi, salvo poi meravigliarsi di non riuscire ad attirare i giovani o di avere un elevato livello di conflittualità interna o un turnover elevato.

    Una volta definiti questi punti chiave bisogna definire la Vision. La Vision esprime l’ambizione, il traguardo dell’organizzazione e risponde alla domanda: “Dove vogliamo andare e cosa vogliamo diventare?”

    Definita la Vision, il processo di pianificazione prevede la raccolta delle informazioni sulla situazione, sui punti di forza e di debolezza, sulle tappe del percorso e quindi sugli obiettivi strategici che si vogliono raggiungere.

    Questa analisi la si può ottenere con un lavoro collettivo di raccolta di idee ottenuto con un percorso di analisi distribuito basato sulla somministrazione di domande (powerful questions) e raccolta delle risposte con un lavoro di espansione delle possibilità basato sul Metodo Delphi.

    Il processo di analisi e di progettazione del percorso va condiviso all’interno di momenti di allineamento periodici tra tutti i responsabili aziendali, un Think Tank, un convegno interno dove, con la guida di un coordinatore, le persone possono lasciarsi andare ad un lavoro fatto di realismo e creatività. Questi momenti devono essere ripetuti periodicamente e in caso di situazioni particolarmente critiche la frequenza deve essere aumentata per mantenere il giusto allineamento.

    Terminata la fase di esplorazione delle opportunità si passa alla selezione delle priorità. Se sono chiari i principi su cui si appoggia l’organizzazione, i valori condivisi, lo scopo profondo che rende unica l’azienda, è più facile condividere le priorità e selezionare le linee strategiche da perseguire.

    Tuttavia, le strategie da sole non portano risultati. Per ottenere risultati coerenti bisogna trasformare le strategie (gli obiettivi strategici) in obiettivi operativi e nelle relative azioni concrete. Questi sono i progetti che messi insieme formano il cosiddetto “Portfolio Strategico” che va costantemente monitorato per verificare l’avanzamento e la produzione di valore per l’organizzazione e frequentemente aggiornato in base alla rotta da mantenere.

    Se la vostra azienda vuole intraprendere o perfezionare il proprio processo di pianificazione strategica potete contattare i consulenti di A.Q.A Network per una valutazione delle opportunità di sviluppo del vostro Portfolio Strategico di progetti.

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