Lo sport e la mental attitude nella gestione dei progetti

  • 23 Ottobre 2022

    Lo sport e la mental attitude nella gestione dei progetti

    By  Fabio Rossi, Business Partner A.Q.A Network

    Tra i partecipanti dei corsi di formazione sul Project Management mi capita spesso di incontrare persone che hanno già alcune basi teoriche di PM ma sono insoddisfatte delle proprie prestazioni o per lo meno vorrebbero ottenere migliori risultati.

    Percepisco che sono alla ricerca dello strumento decisivo, quella tecnica magica che permette ad un Project Manager di mantenere il controllo sul progetto e di ottenere il risultato voluto nei tempi prefissati.

    Quello che cerco di spiegare a questi sfiduciati partecipanti è che non sono gli strumenti a fare la differenza, ma è la loro mentalità che li può portare ad un livello più alto e di conseguenza i loro atteggiamenti nei confronti del progetto.

    Il Project Management viene spesso considerato una disciplina per ingegneri, fatta di calcoli, analisi e diagrammi, assegnazione di compiti e controllo dell’avanzamento delle attività.

    Contemporaneamente osservo che nel mondo del Management aziendale si insiste molto sulla mentalità, la leadership e per trovare sempre nuovi modelli si vadano spesso a cercare esempi e similitudini nel mondo dello sport.

    Trovo che entrambe questi due schemi siano sbagliati.

    Lo sport e il management aziendale hanno due diverse cornici temporali: lo sport è orientato alla gestione dei risultati in un definito intervallo di tempo (la gara, la partita, il campionato) mentre i ritmi aziendali hanno dei cicli temporali diversi e meno certi.

    Lo sport ha un metodo certo per misurare i risultati (il punteggio, la classifica, i record) mentre in azienda la misura dei risultati è molto più complessa e i metri di analisi più diversificati (il fatturato, l’utile, il benessere aziendale, lo sviluppo, l’innovazione, ecc.)

    Se invece proviamo a sovrapporre il mondo del Project Management al mondo dello sport ci accorgiamo che le analogie sono molto più calzanti e vanno proprio a coprire l’attitudine mentale: la ricerca dell’eccellenza in un contesto limitato nel tempo e con risorse ben definite, la gestione della prestazione e dell’energia mentale e fisica, la gestione della squadra, la resilienza durante la gara e la capacità di ribaltare la situazione anche negli ultimi minuti della partita.

    Sono tutte competenze che devono far parte del bagaglio di un Project Manager e sono proprio le competenze determinanti per portare a casa gli obiettivi di progetto.

    Senza questa mentalità, questa voglia di raggiungere l’obiettivo, questa capacità di gestire le persone, le migliori tecniche analitiche non portano risultati.

    Per questo motivo il team di A.Q.A. Network che si occupa dello sviluppo del Project Management in azienda ha messo a punto un programma specifico per allenare l’attitudine mentale dei Project Manager.

    Il programma attinge molte tecniche dal mondo dello sport e le integra con metodi di crescita personale.

    Nel corso del programma i Project Manager apprendono innanzitutto quelle competenze di relazione e di solidità mentale da applicare alla propria professione.

    Contattateci per un primo colloquio di confronto sul tema!

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