La lezione d’aula agli adulti secondo il modello andragogico di Malcom Knowles

  • 6 Maggio 2024

    La lezione d’aula agli adulti secondo il modello andragogico di Malcom Knowles

    By Laura Chiodi, Business Partner A.Q.A Network

    La formazione agli adulti esiste da sempre se pensiamo che i grandi filosofi e maestri dei tempi antichi insegnavano agli adulti e non ai bambini.

    E pensando all’apprendimento come un percorso attivo e non passivo applicarono delle tecniche che coinvolgessero i discenti (pensiamo ai peripatetici della scuola aristotelica).

    Poi venne il tempo (VII secolo) della formazione statica e dogmatica finalizzata all’indottrinamento passivo portata avanti da ordini monastici.

    La pedagogia (“paidos” fanciullo, “ageis” condurre), lasciava all’insegnante la piena responsabilità di condurre la formazione e al discente il compito di imparare.

    Nel XIX secolo fu Alexander Kapp , maestro di grammatica  a coniare il termine  “andragogia” ,sostituendo “paidos” (fanciullo) ad “andros” (uomo adulto).

    Negli anni 50 cominciarono a diffondersi quindi i nuovi modelli dell’andragogia, come nuove pratiche di educazione degli adulti per realizzare l’apprendimento.

    Malcom Knowles è considerato tra i più noti studiosi dell’apprendimento adulto.

    Nel suo libro “L’arte e la scienza per aiutare l’adulto ad apprendere” nel modello di formazione proposto dall’andragogia pone al centro la figura del learner (colui che apprende) che diventa parte attiva e partecipe durante tutto il processo e che affianca il formatore anche nella progettazione del percorso formativo.

    Quindi, perché si possa sviluppare apprendimento in età adulta è necessaria una duplice  conoscenza: quella delle caratteristiche degli adulti come soggetti (cercando di  individuare come l’adulto impara) e quella dei comportamenti che devono/possono essere attivati per promuovere e conseguire il risultato dell’apprendimento.

    La teoria andragogica sviluppata da Malcolm Knowles si basa su degli assunti che hanno subìto diverse modifiche nel corso del tempo: inizialmente erano soltanto quattro, che però sono stati spesso modificati tra il 1975 e il 1980.

    Nel 1984 l’autore decise di aggiungerne un altro (il numero 6) e tra il 1989 e il 1990 aggiunse l’ultimo (il numero 1) e completò quelli che oggi sono i sei assunti fondamentali dell’andragogia che ruotano attorno all’apprendimento adulto.

    1-Il bisogno di conoscere: gli adulti sentono l’esigenza di sapere perché devono apprendere qualcosa e a cosa può servire. Di conseguenza uno dei nuovi cardini della formazione degli adulti è che il compito del facilitatore di apprendimento è di aiutare i discenti a prendere coscienza del “bisogno di conoscere”. Inoltre tale consapevolezza può essere accresciuta quando i discenti scoprono da soli il divario tra il punto in cui sono attualmente e quello dove vogliono arrivare. 

    2-Il concetto di sé: il concetto di sé, nel bambino, è basato sulla dipendenza da altri. Il concetto di sé nell’adulto è vissuto come dimensione autonoma. Se l’adulto si trova in una situazione in cui non gli è concesso di autogovernarsi, sperimenta una tensione tra quella situazione e il proprio concetto di sé: la sua reazione tende a divenire di resistenza. 

    3- Il ruolo dell’esperienza : la maggiore esperienza degli adulti assicura maggiore ricchezza e possibilità d’utilizzo di risorse interne. Da qui deriva il grande accento posto nella formazione degli adulti sull’individualizzazione delle strategie d’insegnamento e di apprendimento, sulle tecniche esperienziali piuttosto che trasmissive. La maggiore esperienza può presentare anche aspetti negativi, ovvero atteggiamenti conservativi o rigidi e di chiusura rispetto a idee nuove e diverse modalità di approccio. Un’altra ragione che sottolinea l’importanza dell’esperienza è che, mentre per i bambini l’esperienza è qualcosa che capita loro, per gli adulti essa rappresenta chi sono. Essi cioè tendono a costruire loro identità personale dalle loro esperienze.

    4-La disponibilità ad apprendere. quanto viene insegnato deve migliorare le competenze e deve essere applicabile in modo efficace alla vita quotidiana.

    5-L’orientamento verso l’apprendimento: l’orientamento verso l’apprendimento  negli adulti è centrato sulla vita reale. Gli adulti sono motivati ad investire energia  in misura in cui ritengono che questo potrà aiutarli ad assolvere dei compiti o ad  affrontare i problemi che incontrano nelle situazioni della loro vita reale

    6-Motivazione: nel caso degli adulti le motivazioni interne sono in genere più forti delle pressioni esterne. Allen Tough (1979) ha riscontrato che tutti gli adulti sono motivati a continuare a crescere e a evolversi, ma che questa motivazione spesso viene inibita da barriere quali un concetto negativo di sé come studente, l’inaccessibilità di opportunità o risorse, la mancanza di tempo e programmi che violano i principi dell’apprendimento degli adulti. In questo gioca anche un ruolo fondamentale la promozione dell’autodeterminazione, soddisfacendo i bisogni psicologici innati di competenza, autonomia e relazione. La competenza consiste nel sentirsi capaci di agire sull’ambiente sperimentando sensazioni di controllo personale. L’autonomia si riferisce alla possibilità di decidere personalmente cosa fare e come. Il bisogno di relazione riguarda la necessità di mantenere e costituire legami in ambito sociale.

    Da questi assunti nasce il modello andragogico di Malcolm Knowles; di seguito alcune fasi che favoriscono la realizzazione del learning contract per sostenere la motivazione, la partecipazione, la volontà e l’impegno.

    • preparazione dei discenti
    • creare un clima favorevole all’apprendimento: relativamente all’ambiente  fisico, all’accessibilità delle risorse materiali e umane e al clima umano e   
    • creare un meccanismo per la progettazione comune: dobbiamo “facilitare l’apprendimento”

    Ricordiamo che una delle scoperte più importanti della ricerca applicata sul comportamento degli adulti è che le persone tendono a sentirsi impegnate in una decisione o in una attività in diretta proporzione alla loro partecipazione sulla sua progettazione e sul processo decisionale che la  riguarda.

    • individuare i bisogni di apprendimento: coinvolgendo i discenti anche negli obiettivi che si vogliono raggiungere.
    • progettare un modello di esperienze di apprendimento: in cui i discenti possono utilizzare RU e materiali anche in maniera autonoma.
    • attivare il progetto formativo: nella gestione delle attività formative il ruolo del docente è cruciale in quanto è “facilitatore” del processo di apprendimento
    • valutare i risultati dell’apprendimento: la valutazione non viene realizzata solo alla fine del percorso, ma è un processo continuo.

    Come trainer e formatori facciamo tesoro di questo modello molto attuale diventando dei “facilitatori dell’apprendimento”, coinvolgendo e rendendo protagonisti i nostri Clienti discenti nei corsi di Formazione A.Q.A Network.

    Comments(0)

    Leave a comment

    15 − nove =

    Required fields are marked *

Newsletter
Iscriviti per rimanere sempre aggiornato