Innovazione Forzata… ma anche Innovazione Sociale

  • 22 Giugno 2020

    Innovazione Forzata… ma anche Innovazione Sociale

    By Claudia Miani, Professional Advisor A.Q.A Network

    L’impatto della prima fase del “Covid-19”, si è caratterizzato dall’emergenza sanitaria ci ha fatto vivere un’esperienza sussurrale quale il “lock-down” che riserverà a lungo conseguenze sulla vita di ognuno e la cronaca non può che palesarci i primi segni di una società “capovolta”, sotto molti punti di vista.

    Chiusa la fase di emergenza, si è entrati in un periodo di normalità caratterizzato per un’insolita situazione di innovazione forzata che si propone di scardinare i paradigmi di un società sempre molto riluttante al cambiamento

    Usciti dalla prima tempesta, infatti stiamo rivedendo i paradigmi aziendali classici per RI-definire le relazioni che sono sempre stata alla base del funzionamento delle organizzazioni: individuo-team-azienda (e società). Stiamo, ora possiamo oggettivamente descriverlo, RI-definendo gli spazi, in modo nuovo con nuove logiche di trasformabilità e di adattabilità: un vento di novità che supera i luoghi preposti alla produzione e che investe svariate le forme della nostra socialità̀: didattica, shopping, culto, pubblica amministrazione, fitness e divertimento.
    Si è avviata una RI-definizione sulle nostre abitazioni, che durante quel tempo sospeso abbiamo imparato a vivere in modo nuovo e assai intenso, con nuovi significati “disruptive” di scuola, ufficio, palestra, pizzeria e anche cinema.

    Le nostre PMI sono state chiamate a un R-Innovamento eccezionale. Seppur ostacolate da una serie di difficoltà sul piano finanziario e su una serie di rigidità amministrative che stanno congelando molte azioni si intravede l’inserimento di nuove logiche nelle nostre imprese. In molte situazioni, l’esigenza di una pronta ripartenza ha favorito il dialogo ed il confronto interno nei quali porre al centro le diversità ed i punti di forza dei vari componenti, messi a fattor comune alla ricerca di un’innovazione sociale.

    Sul piano organizzativo, durante la fase 3 è stato necessario rivedere i processi ed adeguare quanto più possibile gli strumenti e in molti casi ridefinendo il lay-out organizzativo e la gestione dei rapporti interpersonali. Sino ad ora sono state premiate le imprese più smart capaci di accettare l’innovazione di rapporti umani.

    Le PERSONE in azienda? Più veraci, con meno veli, più essenziali, senza fronzoli. Più disposte ad ascoltarsi, più attente a cogliere i bisogni veri, quelli inespressi, e anche quelli insoliti. Più responsabili e responsabilizzate, più attente alle persone, e di fatto più libere! Nel fare, nel decidere, nello scegliere, nell’interagire: anche se improntati ad un ritorno alla possibilità di movimoento il lavoro a distanza rimane un’enorme opportunità, e se utilizzato correttamente, potrebbe riservare vantaggi a livello di singoli e di comunità, di organizzazioni, di aziende.

    La complessità̀ che avevamo vissuto ci ha obbligato a RI-pensare (RE_THINK) ad una forma organizzativa diversa, più̀ adatta a gestire questo nuovo modo di lavorare: da piramide a piattaforma.
    E’ arrivato ora il tempo del “RI-”
    • RI-distribuire il lavoro
    • RI-parametrare i poteri e le responsabilità̀
    • RI-assegnare le gerarchie
    • RI-definire gli spazi
    • RI-armonizzare i processi, snelli ed essenziali
    • RI calibrare gli strumenti
    • Ri-FORMARE le persone: le loro Nuove Competenze, ma anche le loro idee, le convinzioni, i comportamenti
    Buona Innovazione insieme ad A.Q.A Network e al suo team di consulenti attenti ed esperti, che da sempre al fianco dell’imprenditori sono ancora una volta pronti ad accettare questa ultima sfida della RI-nascita, INSIEME alle PMI italiane.

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