Il Welfare nelle aziende

  • 28 Gennaio 2024

    Il Welfare nelle aziende

    by Daniele Cortesi, Business Partner A.Q.A Network

    Nella Newsletter di luglio abbiamo introdotto l’importanza del benessere delle persone nelle aziende e una delle modalità per perseguirlo: il welfare aziendale.

    Trovate l’articolo a questo link: https://www.aqanetwork.it/generale/il-welfare-nelle-aziende/

    Questo mese daremo qualche consiglio pratico per avviare questa buona prassi nelle aziende di qualunque dimensione, prima di illustrarli però due premesse importanti:

    L’accordo sindacale o la redazione di un regolamento che sottenda un obbligo negoziale è fondamentale per poter godere della piena deducibilità dal reddito d’impresa ai fini IRES dei costi legati ai premi welfare.

    Venendo ora ai consigli il primo che diamo è un libro: “Welfare Terapia” di Riccardo Zanon scritto in epoca Covid ma perfettamente attuale di cui riportiamo qui di seguito un breve estratto. Questo libro spiega cos’è il welfare aziendale, perché introdurlo in azienda e l’importanza che riveste la comunicazione in azienda nel momento in cui si introduce questo beneficio per i dipendenti.

    Durante l’emergenza sanitaria che ha colpito il nostro Paese, molte aziende hanno trascurato il welfare aziendale, considerandolo un mero spreco di risorse economiche. In questo libro Riccardo Zanon spiega come, soprattutto in momenti di crisi, il welfare aziendale debba essere al centro dell’organizzazione. Permette, infatti, di gratificare i dipendenti e li fa sentire protetti, nonché – per esempio, in epoca di Covid-19 – consente di far proseguire l’attività in totale sicurezza.
    Servizi come la palestra online, il maggiordomo aziendale e il tanto screditato trasporto collettivo sono tornati alla ribalta proprio in questa nuova era di incertezze. Tuttavia, per riuscire a godere dei vantaggi che il welfare aziendale offre è necessario affiancarlo alla giusta attività di comunicazione per non rischiare di creare l’effetto opposto: dipendenti scontenti o frustrati. Ecco perché non bisogna dimenticare che “il welfare aziendale è comunicazione!”.

    Il secondo consiglio è lo strumento con cui avviare il welfare aziendale: ogni azienda deve decidere quanto vuole investire economicamente nel progetto e quanto completa vuole che sia l’offerta di servizi. Possono esserci realtà che limitano il progetto ai buoni pasto, magari solo per adempiere economicamente agli obblighi di CCNL o con l’idea “cominciamo col minimo e poi magari ampliamo il panel dei servizi”; ci sono aziende che vogliono qualcosa di più strutturato ma comunque circoscritto ad esempio a buoni pasto e voucher acquisti, rientrando quindi solo nella categoria dei fringe benefit; ci sono aziende che invece vogliono creare un progetto completo con piattaforma che allarga il panel servizi a tutte le categorie: buoni spesa, tempo libero, rimborsi, previdenza complementare.  A seconda della scelta che l’azienda fa è opportuno rivolgersi a partner diversamente strutturati che possono fornire il servizio migliore a seconda della dimensione e profondità del progetto che si vuole avviare.

    Il terzo consiglio è affidarsi alla consulenza di un welfare manager, questa figura, dotata di conoscenze normative e operative, può creare il regolamento aziendale ad hoc per l’azienda permettendo di usufruire del welfare aziendale in sicurezza e al massimo delle sue potenzialità e può suggerire contatti sulle piattaforme che erogano i servizi sulla base delle esigenze aziendali e supportare l’amministrazione aziendale nelle parti operative di erogazione e rendicontazione del servizio.

    Vuoi usufruire della consulenza del nostro welfare manager o semplicemente informazioni su questo importante strumento?

    Scrivici e ti forniremo le informazioni necessarie.

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