Il consulente che pianta datteri non sempre raccoglie datteri

  • 24 Novembre 2022

    Il consulente che pianta datteri non sempre raccoglie datteri

    By Fabio Rossi, Business Partner A.Q.A Network

    Recentemente, un allenatore, parlando di un suo possibile esonero ha detto una frase che mi è rimasta impressa: “gli allenatori si dividono in due categorie: quelli esonerati e quelli che non sono ancora stati esonerati”.
    La frase mi ha colpito per due motivi: il primo è che vi ho colto un profondo senso di saggezza sull’impermanenza delle cose e sull’importanza del non attaccamento; il secondo è che ho trovato la frase molto vicina al mio mondo, il mondo della consulenza.

    Questa frase mi ha fatto venire in mente un progetto che ho condotto in azienda 4 anni fa.
    L’azienda è un’azienda metalmeccanica specializzata nella lavorazione di materiali plastici per l’industria alimentare.
    L’azienda fornisce importanti multinazionali dell’industria delle macchine automatiche.
    Questa azienda lavorava grosse lastre di materiali plastici che venivano tagliati e sagomati da grossi pantografi a controllo numerico.
    La competenza dell’azienda consisteva nella ottimizzazione dei tagli in modo da ridurre al minimo i tempi di lavoro e gli scarti di lavorazione perché il materiale trattato può superare anche i 200 euro al kg.

    Il progetto consisteva nella costruzione di un modello di controllo di gestione in grado di poter prevedere correttamente i costi per la elaborazione delle offerte, consuntivare i risultati e valutare gli scostamenti tra previsioni e risultato finale.
    L’azienda era una piccola impresa in crescita, governata da un imprenditore di seconda generazione.
    Aveva ben chiaro cosa era necessario alla sua impresa ed aveva bisogno di un supporto esterno per aiutare i suoi collaboratori a mettere a punto il modello.
    Il modello di controllo di gestione è stato studiato con l’approccio solitamente adottato in questi casi: analisi del processo produttivo ed individuazione delle unità di lavoro e delle attività dirette e di indirette di lavorazione.
    Ci siamo resi immediatamente conto del fatto che l’unità di lavoro che permetteva la corretta consuntivazione era diversa da quella che avevano pensato in azienda.
    Si era sempre pensato di consuntivare l”ordine di lavoro” ma ci siamo presto resi conto che questa entità di costo non era sufficiente.
    Un ordine di lavoro è una aggregazione di più “Fogli” ciascuno con un proprio disegno da ottimizzare.
    La differenza tra i vari fogli imponeva di suddividere l’ordine di lavoro nelle sue componenti.
    L’azienda riteneva di poter estrarre dati di costo senza separare informazioni che rimanevano “annegate” in un contenitore economico troppo ampio.
    Dopo diversi tentativi di far comprendere il modello, si è deciso di seguire le esigenze dell’azienda che evidentemente riteneva che entrare nel dettaglio dell’OdL fosse uno sforzo eccessivo per conoscere i costi e così modello è stato adattato per valutare i costi dell’Ordine di Lavoro.
    Il progetto è proseguito fino al definitivo rilascio del modello ed è proseguito nella realizzazione pratica del modello con i cambiamenti sulle attività e sul sistema gestionale aziendale.
    Il progetto si è concluso e le nostre strade si sono separate.
    Quattro anni dopo ricevo una telefonata dal collaboratore interno dell’azienda per un chiarimento sul modello.
    Dopo un “Ciao come stai” e le solite frasi di rito passiamo alle domande tecniche.
    Dopo aver fornito i chiarimenti richiesti il collaboratore, responsabile delle Operazioni aziendali, mi dice: “a proposito, alla fine avevi ragione tu sulla consuntivazione degli ordini. Adesso utilizziamo i Fogli di taglio per fare il consuntivo dei costi dell’ordine. Con il solo Ordine di Lavoro non ci si riusciva“.
    Talvolta l’innovazione è apparentemente semplice ma ha bisogno di tempo per generare frutti.
    Il consulente che pianta datteri non sempre raccoglie datteri.

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