Fattori chiave per un team che funziona

  • 26 Settembre 2022

    Fattori chiave per un team che funziona

    By Fabio Rossi, Business Partner A.Q.A. Network

    “Un circolo d’amore”

    Dopo più di quarant’anni passati ai massimi livelli, sia da giocatore sia da allenatore, non riesco a trovare una frase più vera .

    Quelle parole descrivono benissimo la misteriosa alchimia che si crea in squadra e che unisce i giocatori alla ricerca dell’impossibile.

    Ovviamente qui non si parla di un amore romantico, o anche solo fraterno, nel tradizionale senso cristiano della parola.

    “ Ci vuole una serie di fattori imprescindibili per vincere un titolo NBA, incluso il giusto mix di talento, creatività, intelligenza, durezza mentale e, ovviamente, fortuna. Ma se una squadra non ha l’ingrediente più importante – l’amore – nessuno di questi altri fattori avrà importanza.”

    Phil Jackson  Undici Anelli

    Non ho trovato un modo migliore di quello descritto qui da Phil Jackson per descrivere i fattori chiave di un team che funziona, soprattutto perché il principio che esprime non si applica solo al gioco di squadra, ma a tutte le condizioni di vita e di lavoro.

    Il lavoro di squadra è un aspetto strategico, in ogni tipo di organizzazione.

    Saper gestire un team richiede molte conoscenze che a livello teorico sono abbastanza semplici, ma sono difficili da applicare nella pratica.

    Con la parola Team non intendo solo un gruppo di persone formato solo per la gestione di specifici progetti, intendo anche i gruppi interfunzionali d’azienda (produzione e vendite, magazzino e acquisti, progettazione e operations) che svolgono il proprio lavoro nella quotidianità.

    Avere nell’organizzazione un team disfunzionale può essere un vero danno economico per l’azienda.

    I sintomi, di un team poco efficace sono facili da individuare:

    • Difficoltà nel prendere decisioni
    • Paura dei membri del team nell’esprimere il proprio pensiero
    • Decisioni poco innovative, spesso ovvie e conservative
    • Decisioni prese in ritardo
    • Mancanza di responsabilità diffusa
    • Riunioni fiume improduttive
    • Tendenza a defilarsi appena le cose cominciano ad andare male
    • Cultura della “ricerca del colpevole”

    Questo avviene perché i team sono composti da persone, che non sono perfette e hanno dei difetti, di cui la squadra risente.

    Per tenere insieme componenti diversi, serve un collante, serve qualcosa che avvicini e tenga insieme, che permetta di superare le differenze e gli attriti.

    Gli strumenti a cui si fa riferimento di solito nella gestione dei team sono:

    La leadership

    Lo stile di leadership del leader, la leadership circolare e tutto quello che riguarda la guida del team

    Gli obiettivi

    La definizione chiara degli obiettivi e la condivisione degli obiettivi con tutti i partecipanti

    I ruoli

    La chiarezza del proprio ruolo e della sua funzione all’interno del gruppo

    Le competenze

    La presenza delle competenze necessarie per coprire tutte le esigenze del lavoro da compiere

    Le regole

    Regole condivise da tutto il team, regole chiare e lineari, di facile interpretazione

    Pensate di applicare alla perfezione questi strumenti ad un gruppo di persone egocentriche, che non provano simpatia l’una per l’altra e non otterrete un team vincente.

    Quanti sono i casi in cui una squadra con i migliori campioni, allenata dal migliore staff e inserito in una organizzazione senza limiti di budget fornisce prestazioni inferiori rispetto ad una squadra con meno potenzialità ma motivata e coesa?

    Per fare in modo che le risorse individuali, le capacità del leader, l’infrastruttura aziendale funzionino al massimo, servono fattori che vanno aldilà delle singole individualità, servono fattori relazionali che il grande allenatore Phil Jackson ha descritto molto bene.

    La domanda a questo punto è: quali sono gli ingredienti che permettono ad un team di amalgamarsi e come fare per realizzarli in un Team?

    Sono quattro i fattori chiave per un team che funziona:

    • Stima

    La conoscenza reciproca permette di comprendere che i colleghi con cui si condivide la quotidianità non sono le maschere bidimensionali che indossano al lavoro e che dietro le maschere ci sono persone, con famiglia, problemi, sogni, qualità che vanno oltre il lavoro.

    Forse la persona che sembra tanto disattenta, ha problemi famigliari seri. Il collega che timbra il cartellino allo scoccare dell’ora di fine turno, si dedica al volontariato o coltiva qualche passione insospettabile.

     

    • Rispetto

    Se ci conosciamo e scopriamo che ciascuno di noi ha i propri pregi e i propri difetti, siamo più propensi a rispettare le nostre reciproche debolezze, le diverse opinioni, a considerare con maggiore condiscendenza i difetti nostri e quelli degli altri

     

    • Fiducia

    Con la conoscenza e il reciproco rispetto si instaura la fiducia, cioè si impara a fidarsi gli uni degli altri e con la fiducia si cancellano le paure, le diffidenze, le persone possono sentirsi libere di mostrare le proprie debolezze e questo permette agli altri di venire loro in aiuto e colmare le lacune.

     

    • Sincerità

    Con la fiducia viene la sincerità, che non è solo la possibilità di esprimere le proprie idee con la tranquillità che queste non verranno derise o giudicate. La sincerità è la possibilità di poter esprimere se stessi sapendo di poter rimanere integri e integrati nel gruppo.

    Un gruppo nel quale sono presenti queste relazioni è in grado di superare le crisi più difficili e portare risultati nelle sfide più dure

    Questo porta all’ultima domanda: come creare relazioni di stima, rispetto, fiducia e sincerità in un team?

    La risposta ci viene dagli ambienti dove l’attivazione di un team efficace è indispensabile: il mondo militare e quello dello sport.

    L’esercitazione, la vita in comune, la conoscenza reciproca e la condivisione di situazioni sfidanti mettono a nudo le persone e fanno venire fuori lo spirito di fratellanza e di comunione.

    Questi ingredienti sono alla base delle sessioni di Team Building che vengono svolte per dare alle persone di un team la possibilità di mostrare le tante sfumature e sfaccettature, di avvicinarsi e di conoscersi.

    Attraverso esercizi mirati si costruisce la reciproca empatia e si valorizza il contributo di ciascuno al risultato del team.

    Queste esperienze non sono rivolte a migliorare i singoli componenti ma a migliorare il gruppo in quanto tale. Da queste esperienze ciascun componente del gruppo ne esce confermato e motivato, riconosciuto e stimato per quello che è.

    Per creare sessioni di team building davvero efficaci bisogna progettare l’esperienza intorno al gruppo, conoscerne i problemi e le caratteristiche per individuare il percorso migliore.

    Bibliografia :Undici anelli di Phil Jackson/Mai dire ma di Joko Willings/La guerra nel team di Patrick Lencioni.

     Contattateci per un confronto ! Vi diamo la nostra disponibilità ad un approfondimento.A.Q.A Network è al vostro fianco.

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