Dietro la prestazione di un singolo c’è sempre un Team invisibile che costruisce la vittoria

  • 27 Febbraio 2024

    Dietro la prestazione di un singolo c’è sempre un Team invisibile che costruisce la vittoria

    By Fabio Rossi, Business Partner A.Q.A Network

    Il successo di Sinner agli Australian Open ha catturato in queste settimane l’attenzione del pubblico nei confronti di uno sport difficile perché richiede forza fisica, resistenza ed anche una grande forza mentale.
    Quello che mi ha colpito particolarmente è vedere quanto negli ultimi anni il tennis si stia evolvendo diventando sempre di più uno sport “di squadra”.

    Il tennis è da sempre considerato come uno sport individuale per antonomasia. L’immagine del tennista che entra da solo in campo, portandosi la propria borsa con racchette e bottiglie è stata da sempre l’icona romantica di uno sport nel quale si è soli con se stessi contro l’avversario. Di fatto, fino al 2022 nel regolamento non era ammesso parlare con il proprio allenatore per ricevere consigli.

    È da poco più di un anno che il Coaching è stato ammesso nel corso di un match di tennis.

    Queste nuove regole si sono viste molto bene durante il recente torneo degli Australian Open, dove campioni come Novak Djokovic e Jannik Sinner hanno mostrato quanto sia fondamentale il loro team nel percorso verso la vittoria.

    In più di una occasione, infatti, tutti i campioni in gara hanno cercato con lo sguardo l’approvazione o l’incoraggiamento del proprio staff oltre che, talvolta, hanno avviato un vero e proprio colloquio a distanza per ottenere consigli.
    Durante il celebre incontro tra il campione serbo e l’italiano, vinto da Sinner al termine di 5 combattutissimi set, abbiamo assistito ad uno scambio di battute tra Djokovic e il proprio box davvero emblematico.

    Nel terzo set, con il punteggio di 4-3 a favore dell’italiano, Djokovic ha commesso un errore a causa del potente servizio di Sinner. Il suo dritto è finito ampiamente fuori campo, scatenando frustrazione e nervosismo nel numero uno al mondo. Dopo essersi rimesso in posizione, Nole ha guardato verso il suo angolo e ha urlato in italiano. Dalle sue labbra è sembrato chiaro: “Non so cosa ho fatto e cosa devo fare, c**o!”.

    Il suo allenatore, è rimasto in silenzio, ed è stato Marco Panichi, il preparatore atletico italiano di Djokovic, a rispondergli. Quest’ultimo ha mimato un colpo di dritto e gli ha detto, in parte in inglese e in parte in italiano, di provare a colpire la palla più avanti.

    Questo è uno di quei consigli che tutti gli allenatori danno ai giocatori di ogni livello e a pensarci bene, il fatto che anche il numero uno al mondo ne abbia avuto bisogno è meraviglioso.Un episodio analogo, qualche giorno dopo ha visto come protagonista l’altoatesino che proprio durante la finale si è trovato in grande difficoltà contro il suo avversario Medvedev

    In questo caso è toccato a Sinner rivolgersi verso il proprio allenatore.

    Sinner, durante il match, ha chiesto consiglio al suo allenatore, Vagnozzi, dopo aver subito una serie di scambi negativi.

    “Cosa devo fare” ha ripetuto uno spiazzato Sinner che si sentiva debole anche fisicamente (più tardi nel match ha addirittura esordito con un “sono morto”) di fronte all’atteggiamento tattico di Medvedev.
    Vagnozzi gli ha consigliato di cambiare tattica e posizionamento, incoraggiandolo ad adottare un approccio diverso. I consigli si sono visti bene anche da casa: “Alè. Usa questo game per fare qualcosa di diverso. Anche sulla seconda vai dietro”.

    Sinner ha seguito i consigli e ha ottenuto un break, riportandosi sotto nel punteggio.
    Per questo motivo, al termine dell’incontro che lo ha visto vincitore, il primo pensiero di Jannik è stato per il suo staff a testimonianza che dietro al risultato del singolo c’è sempre una squadra che lavora per sostenere il campione.

    Le nuove regole sono molto precise e non prevedono colloqui di coaching lunghi, tuttavia questa novità è davvero dirompente e sottolinea quanto ormai sia impossibile pensare che si possano ottenere risultati così importanti senza una squadra in grado di costruire giorno dopo giorno il successo.

    A.Q.A Network lavora da sempre per sostenere i campioni nel mondo delle aziende costruendo dei team su misura per aiutare le aziende a raggiungere risultati d’eccellenza.

     

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