La crisi delle imprese

  • 18 Aprile 2019

    La crisi delle imprese

    By Hudy Dreossi, business partner A.Q.A. Network

    La crisi dell’impresa è un fatto prevedibile, che può sostanzialmente essere considerato un epilogo di un concorso di accadimenti volontari ed involontari. I primi sono frutto di errori dell’impresa nelle scelte strategiche ed i secondi le evoluzioni del mercato fuori dal governo del singolo operatore: in ogni caso per dimostrare che l’imprenditore ha agito nel modo più diligente possibile e limitare addebiti di responsabilità, l’impresa avrà onere di dotarsi di sistemi di controllo strategico e monitoraggio dei propri flussi finanziaria. Abbiamo cercato di interpretare con un concetto abbastanza semplice uno dei messaggi ascrivibili al nuovo Codice della Crisi d’impresa e dell’insolvenza 2019 (D.L. n. 14 del 12 gennaio 2019)

    Il testo redatto per aggiornare le norme del diritto fallimentare, che affronta con forte realismo le tematiche che conducono le imprese alla chiusura, ha posto l’accento sulle azioni utili a limitare il rischio di stato d’insolvenza ed alle pratiche che limitano i danni connessi con le crisi d’impresa. Il legislatore societario, accettando il fatto che l’economia post crisi si caratterizza per un elevato grado di complessità e competizione riconosce la crisi come un fatto connaturato all’attività aziendale e quindi non straordinario. In tale prospettiva diventa indispensabile l’adozione di strumenti di prevenzione del declino che permettano al socio/amministratore di gestire in modo professionale il cambiamento e tutelare gli stakeholders in buona fede dell’impresa.

    Il provvedimento legislativo recepisce la necessità che l’impresa si doti di un controllo di gestione che permetta una pianificazione razionale e l’individuazione dei propri punti di debolezza: una vittoria per molti cultori della materia. Attraverso una serie di indicatori, che la norma definisce allert, l’amministratore ed i soci di maggioranza avranno l’opportunità e l’onere di comprendere se sussistono i sintomi di una potenziale crisi e l’obbligo di agire al fine di avviare opportuni correttivi.

    Nel nuovo pacchetto legislativo, si accerta come la tempestività nel riconoscimento delle criticità e la connessa pronta attuazione di piani di risanamento siano l’elemento determinate per evitare lo stato di crisi riconoscendo un nesso causale tra i danni al sistema prodotti da un fallimento e l’inerzia nell’affrontare i vari disequilibri riconoscibili.

    Nella pratica, indici di bilancio analisi sulla marginalità e sul capitale circolante netto utilizzati da controller interni ed esterni, che sino ad oggi erano solo utili strumenti di gestione diventeranno in concorso con le attività di controllo contabile effettuate dai revisori parametri operativi che misureranno il grado di programmazione e solidità dell’impresa.

    La gestione della complessità e l’implementazione continua di un valido sistema di reporting che permetta il governo delle criticità sono sempre stati elementi di valore aggiunto promosso dal Network A.Q.A.: da oggi l’implementazione di un adeguato sistema di gestione oltre a favorire l’organizzazione, ridurre gli sprechi e migliorare i rapporti con banche e PA risponde alle disposizioni espresse nel codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza 2019 .

    Il network A.Q.A. attento alle esigenze degli imprenditori e conscio della portata del provvedimento si impegna ad assicurare un aggiornamento nelle future newsletter e attraverso linkedin sulla tematica registrando e riportando le indicazioni che stanno giungendo dal Ministero.

     

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