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Europa in crisi e nuove economie in crescita

by Hudy Dreossi, Business Partner A.Q.A. Network

Interpretare in modo pragmatico e realistico gli eventi in corso è cruciale per fornire alle nostre PMI strumenti utili non solo per “cavarsela” ma per cogliere le opportunità offerte dall’evoluzione macroeconomica.

In primo luogo, una volta attuato il già definito disegno di cessazione delle ostilità nelle terre ucraine e nel vicino Medio Oriente, confermerà le attese per uno sostenuto sviluppo dell’economia mondiale in particolare in Asia e in numerosi Paesi in via di sviluppo. Questa situazione contrasta con la situazione in Europa occidentale condizionata da numerose cause di rallentamento, che impongono rigore operativo. In ogni caso non devono abbattere la fiducia degli operatori economici.

Infatti, sebbene caratterizzato da incertezza, il quadro congiunturale descrive molteplici indirizzi di medio termine capaci di assicurare importanti prospettive per le imprese familiari che hanno già affrontato numerose sfide competitive che hanno rafforzato il loro tessuto imprenditoriale.

Consolidamento di una classe media a livello globale –in molte aree che denominate BRICS, acronimo di Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica, si nota l’emersione di una classe intermedia desiderosa di affermazione, desiderosa di raggiungere standard di vita importanti, diversamente da quanto avviene nell’Europa Occidentale.  Per l’Italia c’è l’occasione di rinnovare il ciclo di vita di molti prodotti, in particolare orientati alle nazioni del bacino del Mediterraneo, in Paesi con alto livello di natalità ed intervento pubblico nell’economia, come per esempio, l’Egitto o il Marocco.

Incremento della domanda di beni primari e infrastrutture – la più importante eredità della globalizzazione post-coloniale è stato il superamento delle crisi alimentari e lo sviluppo dell’urbanizzazione. L’attuale fase politica nella quale le grandi potenze stanno riavviando politiche espansionistiche nei rispettivi quadranti di influenza, si possono individuare progetti di enorme portata, come l’edificazione di infrastrutture, importanti vie di comunicazioni (porti attrezzati, strade che raggiungono aree isolate, dove si trovano grandi giacimenti di materie prime). Non da ultimo ci sarà una  riqualificazione delle aree agricole, non solo come progetto  di mera sussistenza locale.

Completamento del processo di finanzializzazione del prezzo e pertanto del costo delle materie prime – Nei mercati dei metalli, di speciali derrate agricole e di semilavorati industriali,  quali polimeri plastici, legnami e laterizi, il costo di negoziazione è trasparente cosicché il costo delle lavorazioni e le leve di valore aggiunto sono chiaramente misurabili: fatto che favorisce le realtà capaci di ritagliarsi nicchie e puntano su determinati fattori critici di successo. Sulla base di tale costatazione le imprese devono costruire un coerente modello di business, nonché una adeguata politica di posizionamento. Inoltre, è cruciale porre in evidenza come l’incremento tecnologico nei processi di estrazione, nel bilanciamento con fonti rinnovabili e nella valorizzazione del riciclo ha permesso di evitare shock petroliferi, nonostante una profonda fase di turbolenza politico/militare nelle aree a maggiore capacità estrattiva.

Politiche di protezione nazionale per i settori a minor valore aggiunto – Per i settori tradizionali, i governi dei vari Paesi, qualcuno in modo brusco e unilaterale (gli Stati Uniti con l’introduzione di dazi, per esempio), altri in modalità più criptica, attuando contribuzioni su investimenti e sgravi finalizzati), implementeranno politiche di recupero dell’industria sui propri territori. L’assenza di politiche a difesa delle produzioni locali,  ha determinato la scomparsa in Italia e molte aree industriali europee,  di intere filiere come il tessile e particolari lavorazioni siderurgiche.

 

Generale riduzione dei tassi di interesse e sviluppo dei Fondi Pensione – nell’anno in corso e nel prossimo periodo è facilmente ipotizzabile una stabilizzazione dei tassi di interesse.  Fatto che nel concreto obbligherà le casse previdenziali pubbliche e private appartenenti alle economie più mature a ricercare occasioni di investimento nell’economia reale. Questo con investimenti in  capitali soggetti a rischio d’impresa e non esclusivamente immobiliari. Tale fenomeno farà da ulteriore volano che incoraggerà ulteriormente il processo di crescita dimensionale delle nostre imprese.

Per intercettare tali fronti di sviluppo e non subire gli effetti della competizione,  è ineluttabile confermare una continuativa propensione al cambiamento e un sistemico adattamento ai mutamenti in corso, a dir poco enormi.

Un discorso a parte sarà gestire i dazi che verranno imposti dagli Stati Uniti. Serviranno azioni mirate e accordi con società locali/internazionali. Il legame tra la potenza a stelle e strisce e la nostra economia è solido ed è fondato su elementi distintivi della nostra produzione, che sono vincenti malgrado un costo paese svantaggiante. Le incognite che destano maggior preoccupazione sono il rallentamento tedesco con  effetti di riduzione della produzione di automobili e relativi componenti nell’Europa Orientale con  potenziali distorsioni, tra cui inflazione, dovute al processo di riarmo paventato dall’Unione Europea e la necessaria riconversione di molte produzioni.

E’ altresì fondamentale preparare le nostre organizzazioni all’incognita dell’intelligenza artificiale ed alle pesanti crisi conseguenti alla introduzione delle normative ambientali che per settori come l’automotive, l’imballaggio e il contesto edile,  minano le continuità aziendali.

Concludiamo dicendo che le imprese, non potendo fare affidamento su agevolazioni governative (spesso lente nel percepire i cambiamenti nei trend economici), dovranno avviare percorsi di dialogo con gli istituti di credito basati su analisi del cash flow e concrete possibilità di sostenibilità del debito.

Affrontare queste sfide richiede competenze specifiche e una visione strategica: il team di A.Q.A. Network è pronto a supportare le imprese in questo percorso.

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