A come ACCOGLIENZA

  • 28 Marzo 2022

    A come ACCOGLIENZA

    By Laura Chiodi, Business Partner A.Q.A Network

    Accogliere significa ricevere qualcuno o qualcosa; significa accettare.
    Dal volgare latino: ad+ colligere, colligere cogliere, raccogliere; a sua volta questo è composto da co- insieme e lègere raccogliere.

    L’accoglienza è un’apertura verso qualcosa e qualcuno.

    L’accoglienza significa avere la forza di apparire vulnerabili come l’altro/a che accogliamo.

    Si accoglie con gioia un amico. Si accoglie una domanda di aiuto. Si accoglie in una casa. Si accoglie in sé stessi. Si accoglie sé stessi. Si accoglie l’opinione diversa dalla nostra. Si accoglie chi ha bisogno. Si accoglie uno sfogo. Si accoglie l’emozione dell’altro/a. Si accoglie un abbraccio. Si accoglie un figlio. Si accoglie una persona che soffre. Si accoglie il migrante, Si accoglie chi fugge dalla guerra. Si accoglie la vita . E, a volte, anche la morte.

    E’ sempre più vitale parlare di accoglienza, un termine che è stato ben esplicato dal pensatore boemo Jan Patocka (1907-1977): egli individua nell’atto di accogliere (oltre a quello di lavorare e di parlare) il primo e fondamentale luogo di sedimentazione e di stabilizzazione del movimento dell’esistenza, nel suo distaccarsi e sollevarsi sopra il livello della mera fisicità.

    Le neuroscienze hanno dimostrato che non siamo macchine pensanti che si emozionano, ma macchine emotive che pensano.

    Giacomo Rizzolatti negli anni 90 ha scoperto nel nostro cervello i neuroni specchio (mirror)

    Essi si attivano nel soggetto-osservatore alla stessa maniera che nel soggetto-osservato. Tale funzionamento riflesso costituisce la base neurologica dei rapporti di empatia umana.

    Mentre, nel mondo animale, il mirror neuronale si limita a “riflettere” l’azione osservata, nel mondo degli uomini, nel mirror sono codificate non solo singole azioni, ma anche gli insiemi di più azioni guidati da uno scopo, nonché il loro significato “sociale”.

    Quindi il nostro cervello è un cervello “sociale”, empatico, predisposto alla comprensione dell’altro e alla accoglienza.

    Coltiviamo l’accoglienza per dare un senso alle nostre esistenze come esseri umani.

    Le occasioni non mancano per essere accoglienti nell’accezione più semplice possibile e in tutte le sue declinazioni.

    Facciamolo. E facendolo salvaguardiamo la nostra stessa umanità.

     

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