Ascolto Attivo

  • 20 dicembre 2020

    Ascolto Attivo

    By Daniele Cortesi, Business Partner A.Q.A Network

    Una delle forme più sincere di rispetto è in realtà ascoltare ciò che un altro ha da dire. (Bryant H. McGill)

    Ascolto attivo, ascoltare, ascoltare con attenzione, ascoltare in silenzio.

    Credo che questa sia una delle abilità che mi hanno aiutato a crescere professionalmente e su cui poggia la mia leadership.

    Cosa significa per me ascolto attivo?

    Il modo di ascoltare ciò che mi viene detto con uno sforzo intenzionale per capire il punto di vista, le motivazioni, i pensieri e le aspettative del mio interlocutore, sospendendo qualsiasi giudizio su quanto viene detto.

    Tutto questo si realizza con un ascolto silenzioso e attento mantenendo un atteggiamento aperto e imparziale che si alterna a domande e altri interventi finalizzati ad incoraggiare l’altra persona a parlare empatizzando con essa.

    L’ascolto attivo riunisce in me due valori che sono parte integrante del mio carattere: la voglia di aiutare il prossimo che si aggiunge, tornando all’aforisma iniziale di McGill, al rispetto delle persone.

    Questo mio modo di essere ha aiutato il mio percorso professionale che mi ha visto costantemente in mezzo ad altre persone in ambienti in cui il problem solving richiesto era basato spesso sul capire gli altri e su come gli altri vivevano le situazioni.

    Come HR Manager per una grande azienda di servizi a carattere nazionale con la gestione di circa 800 persone, non avrei potuto ottenere risultati positivi senza la capacità di interagire quotidianamente con persone aventi ruoli, necessità e modi di fare tanto diversi a partire dall’imprenditore e passando per colleghi, consulenti esterni, fornitori, rappresentanti sindacali, candidati per i ruoli in azienda ecc. L’ho fatto utilizzando modalità di colloquio diverso, a seconda delle situazioni, quali colloqui one to one, incontri con piccoli gruppi accomunati da problematiche comuni, riunioni plenarie di reparto o divisione.

    Il mio percorso professionale mi ha portato a ricoprire in seguito il ruolo di Direttore Operativo in una realtà sempre di servizi: il cambio di ruolo non mi ha fatto abbandonare, ma solo modificare, questa mia skill, attenuando la componente dell’ascolto empatico a vantaggio di quella normativo-direttiva, ma lasciando intatta la base di ascolto finalizzata a com-prendere e con-vincere le persone con cui mi trovavo a lavorare

    Questa mia predisposizione all’ascolto è stato uno dei motivi che mi ha portato ad approfondire il tema della lean organization che ha come base della sua filosofia il coinvolgimento delle persone, tutte, dal ruolo più alto in azienda a quello più basso con focus particolare sull’ascolto “dal basso”. L’acquisizione dei principi di questa filosofia mi ha mostrato anche il parallelismo tra un concetto fondamentale del metodo Kaizen (se vuoi andare da qualche parte, prima devi capire dove ti trovi, solo così puoi capire qual è la strada migliore per raggiungere il tuo obiettivo) e l’idea di ascolto attivo che parte come detto dal capire il punto di vista dell’interlocutore per capirne il conseguente obiettivo e supportarlo empaticamente o nel suo raggiungimento o in alcuni casi nel suo cambiamento.

    Coerentemente con il mio modo di intendere le relazioni ritengo che buon leader e facilitatore nella comunicazione debba saper soprattutto ascoltare i propri collaboratori e collaboratrici soprattutto in questo momento in cui l’ascolto è reso ancora più difficile dalla pandemia che ha imposto alle organizzazioni un orientamento verso smart working, modalità lavorativa che riduce giocoforza i momenti di incontro e conseguentemente la possibilità per imprenditori e HR Manager di rilevare i disagi; sta nel leader attento saperli comunque vedere/ascoltare o quantomeno intuire per poi lavorare per risolverli.

    Stiamo entrando in un anno che sarà sfidante sotto questo punto di vista perché pagheremo il contraccolpo (ancora di più rispetto al 2020 ); ai problemi ricorrenti o irrisolti si sono aggiunti quelli dovuti alla pandemia che ha generato in molte persone difficoltà ad adattarsi alla nuova realtà , alle nuove modalità di relazione con la conseguenza di renderle più fragili e probabilmente più concentrate sui loro problemi …e forse maggiormente impermeabili a quelli degli altri.

    Compito dei leader sarà quello di dover ancora di più rispetto al passato esercitare l’ascolto attivo facilitando il risanamento delle fratture e i conflitti che il 2020 ha creato o acuito.

    Leadership va di pari passo alla capacità di ascolto.

    In sistemi azienda da un lato sempre alla ricerca di hard skill nei propri dipendenti e nei candidati per posizioni aperte, ma dall’altro sempre più sensibili alla primaria importanza delle soft skill si affianca A.Q.A. Network che organizza formazione aziendale sulle competenze trasversali che ,più di altre, possono aiutare imprenditori e manager ad aiutare sé stessi e  le persone che coordinano.

    Chiamateci per preventivi dedicati alla vostra organizzazione!

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