Il vento dell’innovazione soffia “sostenuto” sull’agricoltura italiana

  • 20 novembre 2018

    Il vento dell’innovazione soffia “sostenuto” sull’agricoltura italiana

    By Hudy Dreossi, Business partner A.Q.A. 

    L’avvio della stagione fredda per tutti gli operatori del settore primario si è sempre caratterizzata come momento di riflessione, durante il quale valutare i raccolti ed impostare la successiva semina. Le prime proiezioni giunte da Coldiretti e dal Ministero dello Politiche Agricole descrivono uno stato di salute del settore a luci ed ombre. Si stima un incremento generale del reddito generato dal settore primario attorno ai 3% (contro un Pil fermo all’1%), ma non sono poche le situazioni di forte inefficienza.  Il 2018 proseguendo su una scia avviatasi dal 2014, ha confermato una riduzione progressiva delle quantità (-0,5%), immesse sul mercato che viene compensata da una maggiore attenzione alla qualità ed alla segmentazione di prodotto che ha consentito una tenuta sostanziale del sistema produttivo.

    A sostenere la profittabilità della filiera nell’esercizio in corso è stato l’alto livello di produzione di biologico, che in certe tipologie di seminativo ha raggiunto il 12% dell’intero raccolto e l’integrazione del reddito agricolo con introiti accessori, quali contributi pubblici e proventi da attività collegate, tra cui spicca l’attività agrituristica oggi sempre più importante nelle aree a più bassa In secondo luogo, esiste una quota importante di imprenditori che hanno saputo acquisire la fiducia di acquirenti esteri attraverso l’accesso al canale Ho.re.ca.

    In generale, a caratterizzare il settore appare sempre più chiara l’evidente divaricazione tra gli operatori che stanno adeguando le proprie strutture alle esigenze di mercato sia in termini di capacità organolettiche che di eco-compatibilità e coloro che non hanno rimandato ogni riconversione, limitandosi ad immettere prodotti indifferenziati, che subiranno nell’anno avvenire ulteriori ribassi nei prezzi di passaggio ad industria e traders.

    È fondamentale quindi che si accelerino processi di conglomerazione produttiva e vengano implementate politiche di efficientamento sia sul piano produttivo che commerciale indispensabile al superamento degli sbarramenti di prezzo definiti dalla G.D.O.

    Sulla scorta degli ottimi risultati del segmento “Vino”, anche gli operatori del settore sia del frutta e ortaggi come quelli del settore caseario ,,saranno obbligati a riformulare le proprie offerte impostando innovative politiche di differenziazione del canale di vendita ed inseguire, pure rinnovando i propri consorzi, azioni di valorizzazione del prodotto attraverso l’uso di packaging e strumenti di comunicazione. E’ inoltre auspicabile un maggiore con dialogo con l’industria alimentare del territorio attraverso politiche di sinergia con i trasformatori di prossimità.

    Nel biennio entrante, si concluderà il programma comunitario di sostegno al settore primario, che prevede una serie di sostegni ed agevolazioni ai progetti di ammodernamento delle strutture. Tale è un’opportunità da coglie per garantire la sostenibilità del tessuto produttivo: si comprende come in tale intervallo di tempo sarà necessario, l’avvio di una nuova fase di investimenti per la tracciatura e la certificazione del prodotto, per l’introduzione di forme di digitalizzazione dei processi e gestione delle vendite attraverso l’uso delle nuove tecnologie che siano in grado di premiare il “made in Italy” e la rinuncia all’utilizzo di OGM e pesanti di pesticidi.

    Il Network A.Q.A. , vicino agli imprenditori innovativi, può accompagnare gli operatori del settore primario a costruire strutture efficienti per affrontare le esigenze di un mercato sempre più competitivo.

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