Manifattura: investire ed innovare per resistere sul mercato globale

  • 25 agosto 2019

    Manifattura: investire ed innovare per resistere sul mercato globale

    By Hudy Dreossi, Business partner A.Q.A Network

    Le incertezze su mercati globali ed una sempre più asfissiante pressione competitiva determinano l’esigenza per le nostre organizzazioni imprenditoriali di accettare la sfida del cambiamento e della programmazione continua. A conferma di tale assunto, si riportano le indicazioni tratte dal “Rapporto Industria”, recentemente pubblicato da Confindustria che ha analizzato lo stato di salute della nostra manifattura. Il messaggio principale offerto dalle statistiche prodotte, un documento estremamente corposo e dettagliato, è il sempre più stretto legame dell’economia italiana al fattore estero: il surplus commerciale raddoppiato dal 2007 al 2017 ha permesso di limitare le conseguenze negative di un mercato interno stagnante.

    Scorrendo i dati macroeconomici si palesa in modo chiaro come digitalizzazione e l’integrazione software/macchinario si rivelino fondamentali strumenti per un adeguato posizionamento nei mercati globali in costante evoluzione nel lotto dei migliori player. Nell’ultimo triennio, si nota come i migliori risultati, in termini di stabilizzazione del fatturato e di redditività sull’unità di fatturato, siano stati realizzati da quelle realtà economiche che sapendo coniugare qualità del prodotto e costanza nel livello di servizio siano state capaci di farsi apprezzare dagli assemblatori globali. Il fattore vincente per nostre imprese, caratterizzate da limiti volumetrici, è stato riproporre in chiave 4.0 l’esperienza del distretto locale. Il caso da valutare è la nostra capacità di essere mercato leader nella progettazione ed allestimento di componenti per automotive a favore dei principali marchi internazionali.

    Dopo un decennio in cui le produzioni da “cluster”, caratterizzate da forte specializzazione tecnico-artigianale, sembravano indirizzate ad una situazione di marginalità, si può indicare come la riorganizzazione delle strutture operative e l’integrazione con nuove strumentazioni, avviatasi dal 2014 abbia determinato una parziale riappropriazione di nicchie di mercato. Esistono infatti piccole reti di imprenditori che attraverso una valida sinergia con fornitori rilevanti sebbene oggi territorialmente distanti ed il coinvolgimento delle risorse umane nel trovare nuovo soluzioni hanno acquisito una capacità di resistenza alle perturbazioni di mercato, ripetendo in parte delle logiche del distretto (continuità nei rapporti e progetti di medio lungo su singoli processi produttivi).

    La velocità di adeguamento e la possibilità di definizione di strategie alternative alle soluzioni precedenti si sono confermate le armi vincenti di un sistema produttivo, che è obbligato affrontare le ben note problematiche domestiche. In particolare, nella meccanica strumentale e nella gestione delle macchine utensili, specializzazione e flessibilità alle richieste della domanda appaiono le chiavi per il mantenimento di solide relazioni. Meno brillanti si sono rivelate le performance dei settori che meno hanno scommesso sull’innovazione non cogliendo proficue opportunità; in particolare “tessile” e “food”, settori nei quali il fattore Made in Italy si distingueva quasi naturalmente quale garanzia di accesso ai mercati non hanno registrato i progressi ipotizzati.

    È importante ricordare come molti marchi per l’incapacità del management di leggere i trend hanno perso autonomia societaria, essendo ricompresi in multinazionali estere. Si comprende come politiche di breve termine, prive di strategie gestite in sinergia con fornitori e sviluppo delle organizzazioni difficilmente riescono a confrontarsi il nuovo gigantismo industriale che si sta sviluppando in occidente sia nella produzione che nella distribuzione.

    Tra i settori, che meglio sono stati capaci di cogliere i vantaggi del mercato elettronico e del potenziale di dialogo diretto con la clientela possiamo indicare la Farmaceutica che ha visto premiare le proprie produzioni su piccoli lotti.

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